mercoledì 14 settembre 2016

Bianca come il latte, rossa come il sangue di Alessandro D'avenia.

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Buonasera! Eccovi come promesso un secondo post, "Bianca come il latte, rossa come il sangue". Si, lo so che questo è un libro vecchio, ma vale sempre la pena di recensirlo. E poi non tutti lo hanno letto. Magari si sono fermati superficialmente alla trama e hanno affermato di non voler piangere, senza purtroppo conoscere cosa veramente è il libro. Fortuna per voi che ci sono io, quindi.

La trama: Leo è un sedicenne come tanti, ama le chiacchiere con gli amici, il calcetto e la musica. Le ore passate a scuola sono uno strazio, ma il nuovo supplente di storia e filosofia è diverso: quando spiega gli occhi gli brillano, così come quando sprona gli studenti a vivere intensamente, a cercare e rincorrere il proprio sogno. Leo sente in sé la forza di un leone, ma c'è un nemico che lo spaventa: il bianco. Il rosso invece è il colore dell'amore, della passione, del sangue, nonché dei capelli di Beatrice. Beatrice è il sogno di Leo, ma lei questo ancora non lo sa. Quando scopre che Beatrice è ammalata e che la malattia ha a che fare con il bianco tanto odiato, Leo dovrà scavare dentro di sé, sanguinare e rinascere, per capire che i sogni non possono morire e per trovare il coraggio di credere in qualcosa di più grande.

La mia opinione: Già avrete sicuramente capito che questo romanzo sarà recensito in maniera positiva da me. Resterà da capire il perché e io sono qui per dirvelo. So che molti si spaventano all'idea di leggere storie riguardo malati di leucemia, perché in genere (ma non sempre) si tende a drammatizzare ancora di più la cosa, per quanto possibile e a mettere in scena protagonisti che si piangono addosso per tutto il libro. State certi che qui non troverete nulla di tutto ciò. Come "Colpa delle stelle", per intenderci, ma forse ancora di più. Alessandro D'Avenia non vuole parlare di come ci si sente ad essere malati, il punto di vista non è quello di Beatrice, ma di Leo. Qui viene espressa la forza di questo ragazzo, che di punto in bianco si trova a dover rendersi conto che la ragazza di cui è "innamorato" (anche se non l'ha mai conosciuta) si è ammalata. Non un'influenza, ma una leucemia. Egli troverà quindi la forza di farsi avanti e di supportare la bellissima ragazza in questo momento difficile. Questo romanzo è LOTTA, CORAGGIO, AMORE. Una storia commovente ma non disperata, di crescita e formazione. E a dover combattere non è solo Beatrice, ma tutti quelli che le stanno accanto, tra cui Leo. Non viene quindi trattata la malattia in sé, ma il modo di reagire delle persone care ai malati, il loro modo di andare oltre anche alla sconfitta. Sono loro a dover imparare a vivere. Un romanzo eccezionale, scritto in un linguaggio semplice e giovanile. Spesso ironico, divertente. In molte parti mi sono ritrovata nelle frasi dell'autore. Frasi che voglio condividere con voi:
-"Ecco il segreto della felicità, essere se stessi e basta. Fare ciò che si è chiamati a essere. Ho paura, ho vergogna, ho me stesso e non basta, non basta mai";
-"Nessuno presta attenzione al cielo finché non si innamora";
-"I sogni veri si costruiscono con gli ostacoli. La differenza tra un sogno e un progetto sono le bastonate".
-"Quanto dolore ti risparmi dormendo, il problema è quando ti svegli"
-"A volte nella vita ti viene voglia di fare un gesto talmente clamoroso che gli altri non possano più ignorarti. [...] Il dolore e la sventura sembrano il modo migliore perché il mondo si prenda cura di te".

Cenni sull'autore: Alessandro D'Avenia è laureato in Lettere classiche e insegna Lettere al liceo. Oltre a essere scrittore, è anche sceneggiatore. Questo è il suo primo romanzo, da cui ha preso spunto un film di Giacomo Campiotti, che vi consiglio perché davvero fedele al racconto (tra gli attori Luca Argentero, nei panni del professore di storia e filosofia)

-Angi.


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